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Ultimo aggiornamento:

10/01/2010 22.13

       

 

 

     PRAIA CITTA' D'EUROPA

 

 

TERRENI EX-DEMANIALI: DOPO DODICI ANNI LE SCELTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE A GUIDA PRATICO’ RISULTANO VINCENTI.

 

Con la sentenza del 3 marzo 2009 il Tribunale di Catanzaro ha posto fine definitivamente alla controversia tra il Comune di Praia a Mare e l’Agenzia del Demanio per la determinazione del prezzo degli ex suoli demaniali di cui alla legge 113/83.

Questo è il risultato della tenacia e della lungimiranza delle passate amministrazioni a guida Praticò, che non hanno lasciato niente di intentato per giungere alla risoluzione dell’annoso problema che interessava una larga parte di cittadini. Sono passati ben dodici anni da quando nel 1997, nel prendere atto delle esose richieste dell’Avvocatura dello Stato rivolte a ogni singolo cittadino per l’occupazione del suolo, il cui prezzo oscillava dalle 200 alle 250 mila lire al metro quadro, di fronte a tale manifesta situazione, il Comune di Praia a Mare nell’anno 1997 ha avviato un’azione giudiziaria seguendo la strada del Tribunale di Catanzaro.  Iniziava così una vertenza con l’Agenzia del Demanio, affidando il compito della difesa agli avvocati Nicola Guerrera e Agostino Fortunato per l’azione di tutela e di salvaguardia dell’Ente e di tutti i cittadini occupatori che con enormi sacrifici avevano costruito le proprie abitazioni su aree demaniali.

Il risultato finale di questa sentenza ha smentito  tutti quei detrattori che, nel corso degli anni, hanno tentato di sminuire, se non di ostacolare, le scelte e l’operato dell’Amministrazione comunale a guida Praticò.

Va sottolineato che con questa sentenza vengono a cadere e la determinazione dell’UTE e le richieste della stessa avvocatura dello Stato che pretendeva il rilascio dei suoli, l’abbattimento delle costruzioni e un risarcimento di svariati miliardi delle vecchie lire. I cittadini interessati possono finalmente respirare un’aria di serenità e di tranquillità, liberati da quella spade di Damocle che pendeva sulle loro teste. Diventano proprietari dei suoli e possono passare alla  ristrutturazione degli immobili. Si sprigioneranno così nuove economie che potranno costituire una risposta all’attuale crisi.

Per quanto attiene il prezzo del suolo per le aree edificate il giudice, che ha emesso la sentenza il 3 marzo 2009, ha fatto proprie le conclusioni del collegio dei periti nominati dal Tribunale ed ha determinato tale prezzo in  € 41,31 al metro quadro.

In effetti nella perizia del 4/3/2001, il Collegio dei periti ha ritenuto per l’area edificata del comprensorio oggetto di causa un valore unitario medio di lire quarantamila a metro quadro (ex lire) e che questo valore veniva raddoppiato, nel rispetto del quesito posto dal Giudice Istruttore,

determinando un valore medio unitario definitivo per la superficie edificata parti a lire 80.000 che rapportato ad oggi  è pari a € 41,31.

Non possiamo fare a meno di sottolineare il pressappochismo con cui si è determinata l’Amministrazione Comunale a guida Lomonaco su questa problematica, quando con la delibera n.150 della giunta comunale del 05/05/2008 avente ad oggetto: “Proposta transattiva relativamente al giudizio pendente tra il Comune di Praia a Mare e il Ministero dell’Economia e delle Finanze per la determinazione del prezzo di vendita del compendio (già) demanio marittimo ex art. 2 legge 113/1983”, non tenendo conto che il collegio dei periti nominati dal Tribunale aveva definito per le aree edificate un valore pari a € 41,31 al metro quadro nella propria perizia del 4/3/2001, aveva proposto un prezzo transattivo pari a € 59,87 al metro quadro, con un consistente aggravio economico per gli occupanti i suoli ex demaniali.

Un grosso plauso va agli avvocati Nicola Guerrera e Agostino Fortunato  per tutto il lavoro svolto in questi anni e per avere portato avanti con estrema oculatezza e professionalità le iniziative dell’Amministrazione a guida Praticò.

 

 

 

 

 

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