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PRAIA CITTA' D'EUROPA
TERRENI EX-DEMANIALI: DOPO DODICI
ANNI LE SCELTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE A GUIDA PRATICO’ RISULTANO
VINCENTI.
Con
la sentenza del 3 marzo 2009 il Tribunale di Catanzaro ha posto fine
definitivamente alla controversia tra il Comune di Praia a Mare e
l’Agenzia del Demanio per la determinazione del prezzo degli ex suoli
demaniali di cui alla legge 113/83.
Questo è il risultato della tenacia e della lungimiranza delle passate
amministrazioni a guida Praticò, che non hanno lasciato niente di
intentato per giungere alla risoluzione dell’annoso problema che
interessava una larga parte di cittadini. Sono passati ben dodici anni
da quando nel 1997, nel prendere atto delle esose richieste
dell’Avvocatura dello Stato rivolte a ogni singolo cittadino per
l’occupazione del suolo, il cui prezzo oscillava dalle 200 alle 250 mila
lire al metro quadro, di fronte a tale manifesta situazione, il Comune
di Praia a Mare nell’anno 1997 ha avviato un’azione giudiziaria seguendo
la strada del Tribunale di Catanzaro. Iniziava così una vertenza con
l’Agenzia del Demanio, affidando il compito della difesa agli avvocati
Nicola Guerrera e Agostino Fortunato per l’azione di tutela e di
salvaguardia dell’Ente e di tutti i cittadini occupatori che con enormi
sacrifici avevano costruito le proprie abitazioni su aree demaniali.
Il
risultato finale di questa sentenza ha smentito tutti quei detrattori
che, nel corso degli anni, hanno tentato di sminuire, se non di
ostacolare, le scelte e l’operato dell’Amministrazione comunale a guida
Praticò.
Va
sottolineato che con questa sentenza vengono a cadere e la
determinazione dell’UTE e le richieste della stessa avvocatura dello
Stato che pretendeva il rilascio dei suoli, l’abbattimento delle
costruzioni e un risarcimento di svariati miliardi delle vecchie lire. I
cittadini interessati possono finalmente respirare un’aria di serenità e
di tranquillità, liberati da quella spade di Damocle che pendeva sulle
loro teste. Diventano proprietari dei suoli e possono passare
alla ristrutturazione degli immobili. Si sprigioneranno così nuove
economie che potranno costituire una risposta all’attuale crisi.
Per
quanto attiene il prezzo del suolo per le aree edificate il giudice, che
ha emesso la sentenza il 3 marzo 2009, ha fatto proprie le conclusioni
del collegio dei periti nominati dal Tribunale ed ha determinato tale
prezzo in € 41,31 al metro quadro.
In
effetti nella perizia del 4/3/2001, il Collegio dei periti ha ritenuto
per l’area edificata del comprensorio oggetto di causa un valore
unitario medio di lire quarantamila a metro quadro (ex lire) e che
questo valore veniva raddoppiato, nel rispetto del quesito posto dal
Giudice Istruttore,
determinando un valore medio unitario definitivo per la superficie
edificata parti a lire 80.000 che rapportato ad oggi è pari a € 41,31.
Non
possiamo fare a meno di sottolineare il pressappochismo con cui si è
determinata l’Amministrazione Comunale a guida Lomonaco su questa
problematica, quando con la delibera n.150 della giunta comunale del
05/05/2008 avente ad oggetto: “Proposta transattiva relativamente al
giudizio pendente tra il Comune di Praia a Mare e il Ministero
dell’Economia e delle Finanze per la determinazione del prezzo di
vendita del compendio (già) demanio marittimo ex art. 2 legge 113/1983”,
non tenendo conto che il collegio dei periti nominati dal Tribunale
aveva definito per le aree edificate un valore pari a € 41,31 al metro
quadro nella propria perizia del 4/3/2001, aveva proposto un prezzo
transattivo pari a € 59,87 al metro quadro, con un consistente aggravio
economico per gli occupanti i suoli ex demaniali.
Un
grosso plauso va agli avvocati Nicola Guerrera e Agostino
Fortunato per tutto il lavoro svolto in questi anni e per avere portato
avanti con estrema oculatezza e professionalità le iniziative
dell’Amministrazione a guida Praticò.
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