OSPEDALE, REPARTI DA ATTIVARE
PRATICO’
chiede il ripristino delle unità trasferite
La notizia della chiusura della clinica
privata accreditata “Spinelli” di Belvedere Marittimo non sorprende un
attento osservatore della situazione sanitaria dell’Alto Tirreno
cosentino. Il Consigliere Provinciale Antonio Praticò attento alle
problematiche dell’Ospedale di Praia a Mare afferma che, é’ ben noto,
infatti, che alcune delle cliniche di Belvedere non possedevano e
tutt’ora non possiedono requisiti strutturali, tecnologici ed
organizzativi minimi, prescritti dalla vigente normativa sia di livello
nazionale che regionale in materia di accreditamento (D.Lgs 502/92 e
Delibera della Giunta Regionale del 12/02/1999), tanto che resta da
chiedersi come si possa procedere alla liquidazione dei D.R.G. da parte
di quegli operatori dell’ASP che sono addetti ai relativi controlli..
In un periodo in cui si discute
dell’approvazione del Piano sanitario Regionale da cui scaturiranno i
Piani Attuativi Locali, questa notizia sospinge la riflessione verso gli
ultimi provvedimenti dell’ASP di Cosenza che, sia pure in via
provvisoria, hanno provocato accorpamenti di Unità Operative , mobilità
del personale, che hanno interessato la sola sanità pubblica dell’Alto
Tirreno Cosentino.
Tali provvedimenti hanno colpito
principalmente l’Ospedale di Praia a Mare, classificato come ospedale
per acuti dal Piano Sanitario Regionale e dalla stessa delibera del
Direttore Generale dell’ASP, Dott. Franco Petramala, attuativa dei
citati provvedimenti. Questi ultimi hanno finito per snaturare la sua
stessa funzione di Ospedale di confine con Basilicata e Campania e,
quindi, unico presidio produttivo per l’ASP di entrate economiche certe
per immigrazione sanitaria.
Quasi certamente uno sguardo preventivo e
attento all’ospedalità privata esistente a 12 Km. Dall’Ospedale di
Cetraro ed a 30 Km. Dall’Ospedale di Praia, avrebbe consentito non
l’indebolimento dell’Ospedale di Praia bensì il suo potenziamento con
aggiunta di posti letto ad esempio: di cardiologia, lungodegenza,
geriatria per impedire costosi trasferimenti ed emigrazione sanitaria
verso gli ospedali delle vicine Regioni. Basilicata e Campania.
Per il Consigliere Provinciale Antonio
Praticò é necessario quindi un’attenta ed obiettiva disamina della
situazione attuale della Sanità di questo lembo di terra calabrese che
bandisca interessi corporativi ed inutili campanilismi.
La riorganizzazione della rete
ospedaliera e del servizio sanitario in generale, deve riguardare
necessariamente anche la sanità privata, operando oculate scelte anche
con provvedimenti tesi alla revoca degli accreditamenti per le
situazioni note riferite alla mancata sicurezza e alle mancate norme
igieniche dei luoghi di lavoro. Non è più possibile oggi mantenere in
vita cliniche che non possiedono tutti i requisiti previsti dalla
normativa per l’accreditamento e che in tutti questi anni non hanno
inteso adeguarvisi a scapito della sanità pubblica.
Il Consigliere Provinciale Antonio
Praticò conclude affermando che: solo così operando si eviteranno tutti
quei disagi per gli utenti del servizio sanitario di questa zona, che è
stato nel corso degli ultimi anni trascurata dagli organi preposti, ai
quali è data ancora una volta un’occasione per porvi rimedio,
ripristinando nella sua totale funzione l’Ospedale di Praia a Mare, con
la riattivazione dell’attività delle unità operative di ginecologia /
ostetricia e pediatria.