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SEMPRE SULLA
PAVIMENTAZIONE DEL VIALE DELLA LIBERTA’
NECESSARIO LO SMANTELLAMENTO DELL’ATTUALE PAVIMENTAZIONE
Che le preoccupazioni più volte
manifestate sulla pavimentazione del Viale della Libertà da parte dei
cittadini e del gruppo Praia Città d’Europa non fossero solo il frutto
di azioni strumentali o di preconcetta opposizione alle scelte
dell’attuale Amministrazione trovano conferma nelle parole del Sindaco
Lomonaco quando, sul Quotidiano del 4/12/2008, afferma ”siamo d’accordo
con i nostri oppositori sul pessimo risultato dei lavori eseguiti. Non è
rispondente alle aspettative e al valore dell’investimento”.
Però subito il Sindaco si sottrae ad
ogni responsabilità e sostiene che “se la proiezione virtuale
offerta in fase di presentazione del progetto è risultata molto diversa
e meno bella nella realtà, può questo essere imputato alla nostra
amministrazione che ha solo proceduto all’appalto dell’opera il cui
progetto esecutivo con relativo capitolato di esecuzione era stato già
approvato dalla precedente amministrazione?
Lo ribadiamo ancora una volta:
La precedente amministrazione ha approvato una scelta progettuale per
una pavimentazione con superficie a spacco antisdrucciolo
(tipo pavimentazione di Piazza
Italia, tanto per intenderci)
per 2725 mq. e superficie bocciardata
antisdrucciolo per 515 mq. e con cordoli bocciardati da ambo i lati e
sigillatura dei giunti con malte speciali e con posa delle lastre di
materiale lapideo con fughe.
Tale scelta è scritta chiaramente sia
nel Capitolato Speciale d’Appalto e sia nel Computo Metrico Estimativo
del progetto.
Infatti il Capitolato Speciale
d’Appalto, all’art. 64, Pavimentazione in lastre di pietra arenaria ,
così recita:
“Tutti i materiali
dovranno essere di prima qualità, esenti da difetti e conformi al
campione presentato ed accettato dalla direzione lavori. Dovranno essere
rispettate le prescrizioni contenute nel R.D. 16/11/1939 - n.2232-
Norme per l’accettazione delle pietre naturali da costruzioni;
-
n.2233- Norme per l’accettazione dei materiali laterizi;
-
n.2234- Norme per l’accettazione dei materiali per pavimentazioni
- e
nel fascicolo n.5 delle norme della Commissione di studio dei materiali
stradali del C.N.R.
Le lastre, con le
caratteristiche e le dimensioni secondo il relativo articolo dell’elenco
prezzi verranno posate su fondazione con calcestruzzo cementizio (da
computarsi a parte) alla quale saranno legate con malta di cemento R425
dosata a 200 Kg. Per metro cubo d’impasto, sigillata con malte speciali.
Le
lastre di pietra arenaria chiara (beige) avranno larghezza cm. 60x40
spessore 4 cm. per la parte pedonale e 8 cm per la parte carrale,
superficie a spacco antisdrucciolo posata a sorella, con i lati
paralleli e ortogonali fra di loro, giunti accostanti.
Le
lastre di pietra arenaria gialla avranno larghezza cm 25x25 spessore cm
4 con superficie bocciardata antisdrucciolo posata a sorella, con lati
paralleli ed ortogonali fra loro, giunti accostati, trattamento
antimacchia”.
Il Computo Metrico Estimativo
del progetto alle voci C.01.00; C.02.00; C.03.00; C.04.00;
C.05.00 così recita:
VOCE C.01.00
Fornitura
e posa in opera di pavimentazione in lastre di pietra arenaria chiara
(beige) larghezza cm.40 lunghezza cm.60 spessore 4 cm.
Superficie
a spacco antisdruccioio
posata a sorella, con lati
paralleli ed ortogonali fra loro, giunti accostati, compreso assistenza
alla posa, letto di malta di sottofondo,
sigillatura dei giunti con malte speciali,
compreso l'onere delle
interruzioni
intorno agli
alberi, chiusini, pendenze, e quant'altro necessario per dare il lavoro
finito a regola d'arte. Euro/mq.
78,00 .‑
VOCE C.02.00
Fornitura e
posa in opera di pavimentazione in lastre di pietra arenaria chiara
(beige) larghezza cm.40
lunghezza cm.60 spessore 8 cm.
Superficie
a spacco antisdrucciolo,
posata a sorella, con lati
paralleli ed
ortogonali fra loro, giunti accostati, compreso assistenza alla posa,
letto di malta di sottofondo,
sigillatura dei giunti con malte speciali,
compreso l'onere delle
interruzioni
intorno agli alberi,
chiusini, pendenze, e quant'altro necessario per dare il lavoro finito a
regola d'arte. Euro/mq. 114,00.‑
VOCE C.03.00
Fornitura e posa in
opera di pavimentazione in lastre
di pietra arenaria
chiara (gialla)
larghezza
cm.25x25 spessore 4 cm.
Superficie
bocciardata antisdrucciolo
posata a sorella, con lati
paralleli ed
ortogonali fra loro, giunti accostati, compreso assistenza alla posa,
letto di malta di sottofondo,
sigillatura dei giunti con malte speciali,
trattamento
antimacchia.
Compreso l'onere
delle interruzioni intorno agli alberi, chiusini, pendenze, e
quant'altro necessario
par dare il lavoro finito a
regola d'arte. Euro/mq. 78,00.‑
VOCE C.04.00
Fornitura e posa in opera di cordoli in pietra arenaria
chiara (beige) rettilinei o curvilinei compresi
pezzi speciali,
compresa assistenza alla posa, letto di sottofondo,
sigillatura dei giunti con malte speciali,
bocciardatura su due
lati:
larghezza
cm.15 lunghezza cm 80 - altezza cm25.
Euro/mq. 40 ,00.
VOCE C.05.00
Fornitura e posa in
opera di salva piante in pietra, composta da 4 cordoli di
100x10x20 e 2 cordoli da 120x20x20
sagomati, compresa assistenza alla posa, letto di malta di sottofondo
e
sigillatura dei
giunti con malte
speciali,
bocciardatura su due
lati e
quant'altro per dare l'opera finita. Cad. €
315,00,.-
La verità è che, oggi, non rimane niente di quella iniziale scelta
progettuale, presentata dall’architetto Luzardi alla cittadinanza e che
prevedeva una pavimentazione in pietra di Palmira di colore chiaro,
disseminata di tappeti in pietra giallo Sinai, forme geometriche dal
colore solare che di volta in volta, secondo un uso antico e
mediterraneo sottolineano una funzione , invitano a una sosta,
accompagnano lungo il percorso, danno forma a uno spazio né tantomeno di
quella rappresentata all’art. 64 del Capitolato Speciale d’Appalto e nel
Computo Metrico Estimativo del progetto.
La pavimentazione attuale, quella realizzata sotto
l’amministrazione Lomonaco, è a superficie liscia, a piano di sega e non
a spacco, la bocciardatura è stata sostituita con una superficie
naturale superficiale, i cordoli sono pur essi lisci e le malte speciali
che dovevano sigillare i giunti sono state sostituite da un
impasto
a base
di polvere
derivata dal taglio delle
lastre" e con
una posa senza fughe delle
lastre di materiale lapideo".
Questo è il
risultato delle modifiche, le cosiddette opzioni,
operate
dall’architetto Luzardi e, parrebbe, condivise dall’Amministrazione a
guida Lomonaco. Opzioni che trovano conferma e nell’ordine di servizio
datato 3/3/2008, rimesso all’Impresa C.A. Costruzioni – C.so Garibaldi
n.17 – Rotonda (PZ), assunto al protocollo del Comune di Praia a Mare
in data 12/06/2008/ (sic!) al n.11448 e nella lettera dell’architetto
Luzardi del 16 maggio 2008, che rispettivamente recitano:
A)
Ordine di servizio del
3/3/2008
Il sottoscritto
Arch. GIAN Elia Luzardi in qualità di Direttore dei Lavori
dell’intervento di riqualificazione del Viale della Libertà nel Comune
di Praia a Mare (Cs) conferma il materiale campionato dalla ditta in
oggetto – lastre di Pietra Leccese Paglierina dimensione 40x60 cm
spessore 4 cm e lastre Pietra di Carparo dimensione 25x25 cm spessore 4
cm.-
Tale materiale è
stato consegnatoci da Voi e da Noi visionato in data 22/02/2008.
La Pietra Carparo
dovrà essere fornita liscia di taglio non bisellata,
calibrata in modo tale da consentire giunti a sorella – vedi tavole di
progetto – con superficie grezza.
La Pietra Leccese
Paglierina dovrà essere fornita liscia di taglio non bisellata
calibrata in modo tale da consentire giunti a sorella – vedi tavole di
progetto – con superficie ruvida.
Viste le
caratteristiche tecniche del materiale della Pietra LeccesePaglierina,
all’impresa viene ordinata la posa in opera di lastre di pietra di
spessore cm 4, anche dove era previsto uno spessore di 8 cm.
B)
Lettera di Luzardi del
16/5/2008
1)"Per
la pietra ARENARIA denominata Pietra Leccese Paglierina di colore
beige larghezza cm. 40 lunghezza cm 60 spessore 4 cm.
si è optato
per una superficie
a piano di sega invece di
quella prevista nel capitolato (superficie a spacco)"
2)
"Per la pietra ARENARIA denominata Carparo colore giallastro larghezza
25x25 spessore 4 cm
si è optato
per una finitura superficiale naturale
in quanto il
materiale scelto garantiva già una superficie antisdrucciolo.
Il materiale così
posato dovrà subire un
trattamento antimacchia come riportato nel capitolato.
"La lavorazione
di bocciardatura prevista nel capitolato verrà ovviamente
scomputata dal prezzo previsto dall'elenco prezzi alla presentazione del
SAL ove comparirà questa voce di spesa".
3)
"Per quanto riguarda
i cordoli e i salvapiante
in pietra ARENARIA
denominata Pietra
Leccese Paglierina colore beige
si è optato
per una finitura superficiale a piano di
sega"..
"La lavorazione di bocciardatura
prevista nel
capitolato
verrà ovviamente
scomputata dal prezzo previsto dall'elenco prezzi alla presentazione del
SAL ove comparirà questa voce di spesa".
4) "Avendo optato per
una finitura a piano di sega della pavimentazione
generale si è
deciso
per una posa
senza fughe delle lastre di materiale lapideo".
"Le
eventuali piccole
fessurazioni
venutesi a creare
verranno
saturate con un
impasto
a base
di polvere
derivata dal taglio
delle lastre"
5)"La
scelta della pietre:....0missis
E' STATA FATTA SULLE
CARATTERISTICHE
DELLA PIETRA E SULLA TEMPISTICA DI CONSEGNA DETTATE ANCHE
DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE VISTO L'AVVICINARSI DEL PERIODO TURISTICO
ESTIVO". Omissis.....
6)
Durante i sopralluoghi effettuati in cantiere si è presa la
decisione di non posare la pavimentazione in arenaria spessore 8(otto)
cm.
E’ palese che se non ci fossero state le preoccupazioni dei cittadini e
le perplessità e le puntualizzazioni del gruppo Praia Città d’Europa
nessuno sarebbe venuto a conoscenza di queste precise opzioni-modifiche.
Modifiche che hanno snaturato
la filosofia che era alla base della scelta progettuale della precedente
amministrazione e, di conseguenza la pavimentazione. E non è un caso che
il parere ambientale è stato dato su quella scelta e sui disegni
approvati dalla precedente amministrazione e non sulle opzioni
dell’architetto Luzardi,
(come già detto, parrebbe, condivise dall’amministrazione Lomonaco),
come sopra ben evidenziate nell’ordine di servizio del 3/3/2008 e nella
lettera dell’architetto Luzardi del 16/5/2008.
Le modifiche apportate da Luzardi non dovevano essere preventivamente
comunicate con atti scritti al responsabile del servizio dei Lavori
Pubblici? all’Amministrazione comunale? e al responsabile del
procedimento? Non doveva essere allegato, oltre ai nuovi grafici
progettuali, un nuovo computo metrico, almeno nella parte che riguarda
le opzioni che sono modifiche sostanziali e non dettagli? Non doveva
essere previsto un nuovo prezzo per scomputare la lavorazione della
bocciardatura prevista nel capitolato speciale d’appalto? Come si
procederà allo scomputo in assenza di tale prezzo?
Quale è stata la logica, parrebbe condivisa dall’Amministrazione
comunale a guida Lomonaco, che ha indotto l’architetto Luzardi a
sostituire una pietra a spacco antisdrucciolo con una liscia a piano di
sega e una pietra bocciardata antisdrucciolo con una pietra a superficie
naturale, con i disastrosi risultati che sono sotto gli occhi di tutti?
Dove sono finiti i tappeti in pietra gialla, le forme geometriche dal
colore solare?
Ce lo dice lo stesso Luzardi, nei sottoelencati punti 1,2,3,4, 5, 6,
quando tenta di dare una spiegazione che è priva di ogni credibilità.
Luzardi afferma nella sua nota del 16 maggio 2008:
1)
Si è
optato per
una superficie a piano di sega invece di quella prevista nel capitolato
(superficie a spacco) in quanto quest’ultima nei campioni esaminati
presentava avvallature di 3/4 millimetri che potevano essere pericolose
per i fruitori del viale.
E’ veramente
credibile che si cambi un tipo di pavimentazione A SPACCO per una
presunta pericolosità? Piazza Italia, riqualificata anni addietro, che
l’architetto Luzardi e l’attuale Amministrazione conoscono abbastanza
bene, presenta questo tipo di pietra lavorata a spacco con avvallature
talora superiori ai 3/4 millimetri, ma non ci risulta ad oggi che siano
state mosse lamentele da residenti o da turisti o che qualche fruitore
abbia sporto denuncia per aver subito danni di qualsivoglia natura
causati dal calpestio della pietra. Eppure è frequentatissima
particolarmente nel periodo estivo
Secondo la logica
dell’architetto Luzardi tutte le piazze e le passeggiate pubbliche che
presentano pavimentazioni con pietra a spacco, in Italia e nel mondo,
dovrebbero essere smantellate e sarebbero da ritenere folli e
incompetenti tutti quei tecnici che progettano delle pavimentazioni per
uso pubblico con tale tipo di pietra.
2)"La
scelta della pietra:....0missis
E' STATA FATTA SULLE
CARATTERISTICHE DELLA PIETRA E SULLA TEMPISTICA DI CONSEGNA DETTATE
ANCHE DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE VISTO L'AVVICINARSI DEL PERIODO
TURISTICO ESTIVO". Omissis.....
L’affermazione di
Luzardi, “dettate anche dall’amministrazione comunale”, parrebbe
confermare che l’Amministrazione comunale a guida Lomonaco è intervenuta
nelle scelte dell’architetto Luzardi. Non a caso questa affermazione non
è stata mai smentita o contestata dall’Amministrazione Comunale a guida
Lomonaco
E’ forse la stessa
richiamata tempistica di consegna per l’avvicinarsi del periodo
turistico estivo, alla luce dei pessimi risultati attuali, che non ha
consentito di effettuare un’analisi ponderata dei materiali che si
andavano ad utilizzare? Meno fretta e una più idonea valutazione dei
materiali avrebbero creato tali guasti?
L’art. 64 del
Capitolato speciale d’appalto che recita: “tutti i materiali dovranno
essere di prima qualità, esenti da difetti…”, è stato rispettato o è
stato del tutto disatteso?
3)La superficie della
pietra segata è comunque antisdrucciolo e dovrà subire un trattamento
antimacchia, le eventuali fessure venutesi a creare verranno saturate
con un impatto a base di polvere derivante dal taglio delle lastre.
A parte la differenza lessicale e sostanziale tra piano segato e
antisdrucciolo, basta camminare sulle vaste zone di muschio che si sono
formate sulla pavimentazione per rendersi conto di quanto quel segato
non sia “comunque antisdrucciolo” ma sia altamente scivoloso e
pericoloso.
Per quanto riguarda
poi il trattamento antimacchia,
a parte la considerazione su cosa significhi evaporizzazione e
dissoluzione in atmosfera, nel capitolato l’unica superficie per la
quale è previsto il trattamento antimacchia è quella relativa ai mq. 515
che nel progetto è definita superficie bocciardata.
Solo ora veniamo a conoscenza che
bisogna procedere al trattamento antimacchia per i restanti 2725 mq. di
pavimentazione. Per raggiungere quali obiettivi?
Perché non è stata preventivamente stabilita la spesa, dal momento che
il prezzo non è compreso nel capitolato d’appalto e non è stato
presentato un nuovo computo metrico all’atto delle opzioni operate da
Luzardi? Chi pagherà questi maggiori costi?
Per quanto riguarda la saturazione delle fessure non entriamo
nell’immaginario di come una polvere possa attaccarsi ad un corpo già
polveroso per natura.
4) La scelta della pietra da posare ….. è stata fatta sulla base delle
caratteristiche tecniche della pietra stessa , sulla base della
certificazione CE, sulle caratteristiche estetiche, su un prodotto
italiano come la pietra leccese e non su prodotti esteri che non
garantivano una certificazione CE e tempi certi di consegna.
Veramente l’architetto Luzardi pensa di farci credere che la pietra
Leccese e il Carparo, utilizzati nella posa dell’attuale pavimentazione
del viale, per le loro caratteristiche tecniche possano essere idonei ad
una riqualificazione urbana che si rispetti? Veramente pensa che un
materiale poroso, friabile e soggetto agli agenti atmosferici e alle
infiltrazioni di umidità del suolo sia la migliore soluzione per quello
che lui definisce salotto?
Per le caratteristiche estetiche, niente da eccepire. La pavimentazione
parla da sola con i suoi pessimi risultati (antiestetiche macchie nere,
macchie diffuse di muschio, pietre lesionate e rotte al semplice
calpestio delle persone), carparo che si sta sfaldando sotto l’azione
degli agenti atmosferici.
Quanto poi alla favola della non garanzia dei prodotti esteri della
certificazione CE e dei tempi certi di consegna è risaputo, e questo
l’architetto Luzardi lo dovrebbe sapere assieme all’amministrazione
Lomonaco, che per problemi ambientali, per qualità, per quantità certe,
per economicità, tante grandi opere progettuali in Italia e all’estero
vengono realizzate in maniera armonica, cromatica, quasi sempre con
materiali che non provengono dalla stessa nazione e che hanno tutti i
requisiti richiesti fino al paventato marchio CE.
5)
La decisione del grado di finitura della superficie dei materiali spetta
solo ed unicamente al progettista in coerenza con le proprie scelte
estetiche, scelta progettuale che non ha comportato nessuna variazione
di prezzo rispetto al quadro economico generale approvato dalla
precedente Amministrazione comunale anche dal punto di vista
paesaggistico ambientale.
Luzardi ben sa che le scelte progettuali, ivi compreso il grado di
finitura della superficie dei materiali, vanno sempre condivise
dall’Amministrazione comunale e l’ex amministrazione comunale ha
condiviso quelle relative a una pavimentazione a spacco antisdrucciolo e
bocciardata antisdrucciolo. Certamente non l’attuale pavimentazione
messa in opera.
In merito a quanto affermato da Luzardi non risulta da nessun atto che
non ci sia stata nessuna variazione di prezzo. Ne citiamo uno a mò di
esempio: il fatto stesso che si deve procedere al trattamento
antimacchia della pavimentazione costituisce una voce in più, non
prevista in capitolato, e quindi un nuovo prezzo.
6)
Durante i sopralluoghi effettuati in cantiere si è presa la decisione di
non posare la pavimentazione in arenaria spessore 8(otto) cm. e, come si legge
nell’ordine di servizio, “viste le
caratteristiche tecniche del materiale della Pietra Leccese Paglierina,
all’impresa viene ordinata la posa in opera di lastre di pietra di
spessore di cm 4, anche dove era previsto uno spessore di 8 cm”.
La pavimentazione messa in opera per il viale parla da sola e non si
comprendono quali possano essere le caratteristiche tecniche della
Pietra Leccese che abbiano indotto l’architetto Luzardi a tale modifica,
visti i pessimi risultati sulla passeggiata pedonale.
Se la pavimentazione pedonale si sgretola al solo calpestio delle
persone, come può sopportare il transito delle autovetture?
Quale sia stato, poi, il
risultato sulla variazione della finitura dei materiali è sotto gli
occhi di tutti.
Nella sua nota del
27 maggio 2008 l’architetto Luzardi sostiene che
“la
relazione di progetto (D11) e il computo metrico estimativo (D13)
riportano la dicitura Pietra Arenaria di colore chiaro (beige) per la
pavimentazione generale e Pietra Arenaria di colore giallo per i tappeti
disseminati lungo il Viale”
ma omette di
aggiungere superficie a spacco antisdrucciolo e superficie
bocciardata antisdrucciolo.
Una omissione che, per il tipo di lavorazione della pietra, invece
risulta fondamentale nella comprensione della tipologia di pietra
arenaria che doveva essere utilizzata. Quando si parla di arenaria (la
leccese conta per esempio diverse tipologie tra cui la cuccuzzara,
tosta, bianca, dolce, saponara, gaginara e la niura)
la stessa definizione è, di per sé, priva di significato, se non si
tiene conto delle sue caratteristiche e non la si riempie di quei
contenuti che gli provengono da un approfondito esame di laboratorio (a
tal proposito vedi quanto riportato nell’art.64 del Capitolato Speciale
di Appalto).
Bisogna tener conto, infatti, dei suoi componenti, in quanto la diversa
presenza in percentuale di uno o dell’altro (dei componenti),
rilevabile, appunto, in laboratorio, determina nella pietra sensibili
variazioni nella tonalità di colore, nel grado di compattezza, di
porosità, di resistenza a compressione, della granulometria e
dell’omogeneità, ecc E queste caratteristiche fanno sì che la pietra può
essere lavorata a spacco o a piano di sega.
Nel progetto
approvato per la pavimentazione del Viale della Libertà è stata prevista
una arenaria con superficie a spacco antisdrucciolo e una con superficie
bocciardata antisdrucciolo. E’ stata fatta, per il tipo di lavorazione,
una scelta specifica che indirizzava verso l’utilizzo di una pietra che
avesse la caratteristica della durezza, della compattezza, delle
resistenza alle azioni meccaniche, di adeguata antiscivolosità
soprattutto in caso di superfici bagnate, di resistenza all’usura, della
durabilità della pavimentazione. In commercio ci sono arenarie che
rispondono a queste caratteristiche e che sono lavorabili a spacco. La
pietra arenaria dura o originale è una pietra di origine sedimentaria,
composta da granuli delle dimensioni di una sabbia. Tra i grani più
resistenti all’abrasione ricordiamo il quarzo che proprio per la sua
resistenza è uno dei costituenti più comuni di questa pietra, oltre
all’ossido di ferro, silice, ossido di calcio, ossido di magnesio,
ossido di allumino. Basti considerare i risultati della pavimentazione a
spacco di Piazza Italia per rendersi conto del perché della scelta della
precedente amministrazione in tale direzione
La pietra arenaria leccese, utilizzata per la pavimentazione del Viale,
è risultata porosa, friabile, soggetta agli agenti atmosferici e alle
infiltrazioni di umidità del suolo, poco resistente alla compressione.
D’altro canto, per quanto si legge, all’esame petrografico risulta
composta da un impasto granulare (microfossili, frammenti di fossili,
intraclasti e pellets) inglobato nel cemento calcistico. Già questa sua
composizione chimico-fisica in materia molto elementare definisce da
sola, la propria qualità, che è risultata abbastanza scadente per l’uso
in una pavimentazione esterna, quale il viale. Per non parlare del
Carparo che è ancor più poroso e friabile della stessa Pietra Leccese..
Non è un caso che la pietra leccese è stata usata e viene ancora usata
prevalentemente per le facciate esterne, per i monumenti, giardini e
statue
La nostra cittadina
non può essere mortificata da quanto posto in essere dall’architetto
Luzardi e dall’Amministrazione Comunale a guida Lomonaco che, parrebbe
aver condiviso le scelte, e da una ditta che, durante l’esecuzione dei
lavori, ha posato pietre già lesionate, in alcuni casi spezzate tanto
che già nel mese di luglio ha dovuto procedere alla sostituzione di
tratti di pavimentazione.
La brutta copia di
quello che doveva essere il salotto di Praia a Mare, il fiore
all’occhiello della nostra cittadina, non può restare tale. La realtà è
sotto gli occhi di tutti, tranne di chi non vuol vedere o fa finta di
non vedere.
Alla luce di quanto
sopra si chiede la realizzazione della pavimentazione nel rispetto dei
grafici progettuali e dei relativi colori in essa rappresentati nella
progettazione posta a base di gara.
Sindaco, Assessore
ai Lavori Pubblici, Ingegnere Fontana, l’attuale pavimentazione deve
essere smantellata ad esclusive spese di chiunque ne abbia
responsabilità, atteso che l’architetto Luzardi, fra l’altro, afferma
che
"La
scelta della pietra:....0missis
E' STATA FATTA SULLE
CARATTERISTICHE
DELLA PIETRA E SULLA TEMPISTICA DI CONSEGNA DETTATE ANCHE
DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE VISTO L'AVVICINARSI DEL PERIODO TURISTICO
ESTIVO".
Cittadini,
difendete un bene che è vostro e vi appartiene. Non potete accettare
un’opera che offende la sensibilità di tutti, i cui costi gravano
sull’intera collettività.
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