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Ultimo aggiornamento:

10/01/2010 22.15

 

 

       
                          

 

                SEMPRE SULLA PAVIMENTAZIONE DEL VIALE DELLA LIBERTA’

NECESSARIO LO SMANTELLAMENTO DELL’ATTUALE PAVIMENTAZIONE

 

Che le preoccupazioni più volte manifestate sulla pavimentazione del Viale della Libertà da parte dei cittadini e del gruppo Praia Città d’Europa non fossero solo il frutto di azioni strumentali o di preconcetta opposizione alle scelte dell’attuale Amministrazione trovano conferma nelle parole del Sindaco Lomonaco quando, sul Quotidiano del 4/12/2008, afferma ”siamo d’accordo con i nostri oppositori sul pessimo risultato dei lavori eseguiti. Non è rispondente alle aspettative e al valore dell’investimento”.

Però subito il Sindaco si sottrae ad ogni responsabilità e sostiene che se la proiezione virtuale offerta in fase di presentazione del progetto è risultata molto diversa e meno bella nella realtà, può questo essere imputato alla nostra amministrazione che ha solo proceduto all’appalto dell’opera il cui progetto esecutivo con relativo capitolato di esecuzione era stato già approvato dalla precedente amministrazione?

 

Lo ribadiamo ancora una volta: La precedente amministrazione ha approvato una scelta progettuale per una pavimentazione con superficie a spacco antisdrucciolo (tipo pavimentazione di Piazza Italia, tanto per intenderci) per 2725 mq. e superficie bocciardata antisdrucciolo per 515 mq. e con cordoli bocciardati da ambo i lati e sigillatura dei giunti con malte speciali e con posa delle lastre di materiale lapideo con fughe.

 

Tale scelta è scritta chiaramente sia nel Capitolato Speciale d’Appalto e sia nel Computo Metrico Estimativo del progetto.

Infatti il Capitolato Speciale d’Appalto, all’art. 64, Pavimentazione in lastre di pietra arenaria , così recita:

“Tutti i materiali dovranno essere di prima qualità, esenti da difetti e conformi al campione presentato ed accettato dalla direzione lavori. Dovranno essere rispettate  le prescrizioni contenute  nel R.D. 16/11/1939 -    n.2232- Norme per l’accettazione delle pietre naturali da costruzioni;

-         n.2233- Norme per l’accettazione dei materiali laterizi;

-         n.2234- Norme per l’accettazione dei materiali per pavimentazioni

-         e nel fascicolo n.5 delle norme della Commissione di studio dei materiali stradali del C.N.R.

Le lastre, con le caratteristiche e le dimensioni secondo il relativo articolo dell’elenco prezzi verranno posate su fondazione con calcestruzzo cementizio (da computarsi a parte) alla quale saranno legate con malta di cemento R425 dosata a 200 Kg. Per metro cubo d’impasto, sigillata con malte speciali.

Le lastre di pietra arenaria chiara (beige) avranno larghezza cm. 60x40 spessore 4 cm. per la parte pedonale e 8 cm per la parte carrale, superficie a spacco antisdrucciolo posata a sorella, con i lati paralleli e ortogonali fra di loro, giunti accostanti.

Le lastre di pietra arenaria gialla avranno larghezza cm 25x25 spessore cm 4 con superficie bocciardata antisdrucciolo posata a sorella, con lati paralleli ed ortogonali fra loro, giunti accostati, trattamento antimacchia”.

 

Il Computo Metrico Estimativo del progetto alle voci C.01.00; C.02.00; C.03.00; C.04.00; C.05.00 così recita:

 

VOCE C.01.00

Fornitura e posa in opera di pavimentazione in lastre di pietra arenaria chiara (beige) larghezza cm.40 lunghezza cm.60 spessore 4 cm. Superficie a spacco antisdruccioio posata a sorella, con lati paralleli ed ortogonali fra loro, giunti accostati, compreso assistenza alla posa, letto di malta di sottofondo, sigillatura dei giunti con malte speciali, compreso l'onere delle interruzioni intorno agli alberi, chiusini, pendenze, e quant'altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte. Euro/mq. 78,00 .‑

 

VOCE C.02.00

Fornitura e posa in opera di pavimentazione in lastre di pietra arenaria chiara (beige) larghezza cm.40 lunghezza cm.60 spessore 8 cm. Superficie a spacco antisdrucciolo, posata a sorella, con lati paralleli ed ortogonali fra loro, giunti accostati, compreso assistenza alla posa, letto di malta di sottofondo, sigillatura dei giunti con malte speciali, compreso l'onere delle interruzioni intorno agli alberi, chiusini, pendenze, e quant'altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte. Euro/mq. 114,00.‑

 

VOCE C.03.00

Fornitura e posa in opera di pavimentazione in lastre di pietra arenaria chiara (gialla) larghezza cm.25x25 spessore 4 cm. Superficie bocciardata antisdrucciolo posata a sorella, con lati paralleli ed ortogonali fra loro, giunti accostati, compreso assistenza alla posa, letto di malta di sottofondo, sigillatura dei giunti con malte speciali, trattamento antimacchia.

Compreso l'onere delle interruzioni intorno agli alberi, chiusini, pendenze, e quant'altro necessario par dare il lavoro finito a regola d'arte. Euro/mq. 78,00.‑

 

VOCE C.04.00

Fornitura e posa in opera di cordoli in pietra arenaria chiara (beige) rettilinei o curvilinei compresi pezzi speciali, compresa assistenza alla posa, letto di sottofondo, sigillatura dei giunti con malte speciali, bocciardatura su due lati: larghezza cm.15 lunghezza cm 80 - altezza cm25. Euro/mq. 40 ,00.

 

VOCE C.05.00

Fornitura e posa in opera di salva piante in pietra, composta da 4 cordoli di 100x10x20 e 2 cordoli da 120x20x20 sagomati, compresa assistenza alla posa, letto di malta di sottofondo e sigillatura dei giunti con malte speciali, bocciardatura su due lati e quant'altro per dare l'opera finita. Cad. € 315,00,.-       

 

La verità è che, oggi, non rimane niente di quella iniziale scelta progettuale, presentata dall’architetto Luzardi alla cittadinanza e che prevedeva una pavimentazione in pietra di Palmira di colore chiaro, disseminata di tappeti in pietra giallo Sinai, forme geometriche dal colore solare che di volta in volta, secondo un uso antico e mediterraneo sottolineano una funzione , invitano a una sosta, accompagnano lungo il percorso, danno forma a uno spazio né tantomeno di quella rappresentata all’art. 64 del Capitolato Speciale d’Appalto e nel Computo Metrico Estimativo del progetto.

 

La pavimentazione attuale, quella realizzata sotto l’amministrazione Lomonaco, è a superficie liscia, a piano di sega e non a spacco, la bocciardatura è stata sostituita con una superficie naturale superficiale, i cordoli sono pur essi lisci e le malte speciali che dovevano sigillare i giunti sono state sostituite da un impasto a base di polvere derivata dal taglio delle lastre" e con una posa senza fughe delle lastre di materiale lapideo".  

 

Questo è il risultato delle modifiche, le cosiddette opzioni, operate dall’architetto Luzardi e, parrebbe, condivise dall’Amministrazione a guida Lomonaco. Opzioni che trovano conferma e nell’ordine di servizio datato 3/3/2008, rimesso all’Impresa C.A. Costruzioni – C.so Garibaldi n.17 – Rotonda (PZ), assunto al protocollo del Comune di Praia a Mare  in data 12/06/2008/ (sic!) al n.11448 e nella lettera dell’architetto Luzardi del 16 maggio 2008, che rispettivamente recitano:

 

A)   Ordine di servizio del 3/3/2008

 

Il sottoscritto Arch. GIAN Elia Luzardi in qualità di Direttore dei Lavori dell’intervento di riqualificazione del Viale della Libertà nel Comune di Praia a Mare (Cs) conferma il materiale campionato dalla ditta in oggetto – lastre di Pietra Leccese Paglierina dimensione 40x60 cm spessore 4 cm e lastre Pietra di Carparo dimensione 25x25 cm spessore 4 cm.-

Tale materiale è stato consegnatoci da Voi e da Noi visionato in data 22/02/2008.

La Pietra Carparo dovrà essere fornita liscia di taglio non bisellata, calibrata in modo tale da consentire giunti a sorella – vedi tavole di progetto – con superficie grezza.

La Pietra Leccese Paglierina dovrà essere fornita liscia di taglio non bisellata calibrata in modo tale da consentire giunti a sorella – vedi tavole di progetto – con superficie ruvida.

Viste le caratteristiche tecniche del materiale della Pietra LeccesePaglierina, all’impresa viene ordinata la posa in opera di lastre di pietra di spessore cm 4, anche dove era previsto uno spessore di 8 cm.

 

B)   Lettera di Luzardi del 16/5/2008

1)"Per la pietra ARENARIA denominata Pietra Leccese Paglierina di colore beige larghezza cm. 40 lunghezza cm 60 spessore 4 cm. si è optato per una superficie a piano di sega invece di quella prevista nel capitolato (superficie a spacco)"

2) "Per la pietra ARENARIA denominata Carparo colore giallastro larghezza 25x25 spessore 4 cm si è optato per una finitura superficiale naturale in quanto il materiale scelto garantiva già una superficie antisdrucciolo.

Il materiale così posato dovrà subire un trattamento antimacchia come riportato nel capitolato.

 "La lavorazione di bocciardatura prevista nel capitolato verrà ovviamente scomputata dal prezzo previsto dall'elenco prezzi alla presentazione del SAL ove comparirà questa voce di spesa".

 

3) "Per quanto riguarda i cordoli e i salvapiante in pietra ARENARIA denominata Pietra Leccese Paglierina colore beige si è optato per una finitura superficiale a piano di sega"..

 "La lavorazione di bocciardatura prevista nel capitolato verrà ovviamente scomputata dal prezzo previsto dall'elenco prezzi alla presentazione del SAL ove comparirà questa voce di spesa".

 

4) "Avendo optato per una finitura a piano di sega della pavimentazione generale si è deciso per una posa senza fughe delle lastre di materiale lapideo".

"Le eventuali piccole fessurazioni venutesi a creare verranno  saturate con un impasto a base di polvere derivata dal taglio delle lastre"

 

5)"La scelta della pietre:....0missis E' STATA FATTA SULLE CARATTERISTICHE DELLA PIETRA E SULLA TEMPISTICA DI CONSEGNA DETTATE ANCHE DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE VISTO L'AVVICINARSI DEL PERIODO TURISTICO ESTIVO". Omissis.....

6) Durante i sopralluoghi effettuati in cantiere si è presa la decisione di non posare la pavimentazione in arenaria spessore 8(otto) cm.

E’ palese che se non ci fossero state le preoccupazioni dei cittadini e le perplessità e le puntualizzazioni del gruppo Praia Città d’Europa nessuno sarebbe venuto a conoscenza di queste precise opzioni-modifiche.

Modifiche che hanno snaturato la filosofia che era alla base della scelta progettuale della precedente amministrazione e, di conseguenza la pavimentazione. E non è un caso che il parere ambientale è stato dato su quella scelta e sui disegni approvati dalla precedente amministrazione e non sulle opzioni dell’architetto Luzardi, (come già detto, parrebbe, condivise dall’amministrazione Lomonaco), come sopra ben evidenziate nell’ordine di servizio del 3/3/2008 e nella lettera dell’architetto Luzardi del 16/5/2008.

Le modifiche apportate da Luzardi non dovevano essere preventivamente comunicate con atti scritti al responsabile del servizio dei Lavori Pubblici? all’Amministrazione comunale? e al responsabile del procedimento?  Non doveva essere allegato, oltre ai nuovi grafici progettuali, un nuovo computo metrico, almeno nella parte che riguarda le opzioni che sono modifiche sostanziali e non dettagli? Non doveva essere previsto un nuovo prezzo per scomputare la lavorazione della bocciardatura prevista nel capitolato speciale d’appalto? Come si procederà allo scomputo in assenza di tale prezzo?

Quale è stata la logica, parrebbe condivisa dall’Amministrazione comunale a guida Lomonaco, che ha indotto l’architetto Luzardi a sostituire una pietra a spacco antisdrucciolo con una liscia a piano di sega e una pietra bocciardata antisdrucciolo con una pietra a superficie naturale, con i disastrosi risultati che sono sotto gli occhi di tutti? Dove sono finiti i tappeti in pietra gialla, le forme geometriche dal colore solare?

Ce lo dice lo stesso Luzardi, nei sottoelencati punti 1,2,3,4, 5, 6, quando tenta di dare una spiegazione che è priva di ogni credibilità. Luzardi afferma nella sua nota del 16 maggio 2008:

 

1)                Si è optato per una superficie a piano di sega invece di quella prevista nel capitolato (superficie a spacco) in quanto quest’ultima nei campioni esaminati presentava avvallature di 3/4 millimetri che potevano essere pericolose per i fruitori del viale.

 

E’ veramente credibile che si cambi un tipo di pavimentazione A SPACCO per una presunta pericolosità? Piazza Italia, riqualificata anni addietro, che l’architetto Luzardi e l’attuale Amministrazione conoscono abbastanza bene, presenta questo tipo di pietra lavorata a spacco con avvallature talora superiori ai 3/4 millimetri, ma non ci risulta ad oggi che siano state mosse lamentele da residenti o da turisti o che qualche fruitore abbia sporto denuncia per aver subito danni di qualsivoglia natura causati dal calpestio della pietra. Eppure è frequentatissima particolarmente nel periodo estivo

Secondo la logica dell’architetto Luzardi tutte le piazze e le passeggiate pubbliche che presentano pavimentazioni con pietra a spacco, in Italia e nel mondo, dovrebbero essere smantellate e sarebbero da ritenere folli e incompetenti tutti quei tecnici che progettano delle pavimentazioni per uso pubblico con tale tipo di pietra.

 

2)"La scelta della pietra:....0missis E' STATA FATTA SULLE CARATTERISTICHE DELLA PIETRA E SULLA TEMPISTICA DI CONSEGNA DETTATE ANCHE DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE VISTO L'AVVICINARSI DEL PERIODO TURISTICO ESTIVO". Omissis.....

 

L’affermazione di Luzardi, “dettate anche dall’amministrazione comunale”, parrebbe confermare che l’Amministrazione comunale a guida Lomonaco è intervenuta nelle scelte dell’architetto Luzardi. Non a caso questa affermazione non è stata mai smentita o contestata dall’Amministrazione Comunale a guida Lomonaco

 

E’ forse la stessa richiamata tempistica di consegna per l’avvicinarsi del periodo turistico estivo, alla luce dei pessimi risultati attuali, che non ha consentito di effettuare un’analisi ponderata dei materiali che si andavano ad utilizzare? Meno fretta e una più idonea valutazione dei materiali avrebbero creato tali guasti?

L’art. 64 del Capitolato speciale d’appalto che recita: “tutti i materiali dovranno essere di prima qualità, esenti da difetti…”, è stato rispettato o è stato del tutto disatteso?

 

3)La superficie della pietra segata è comunque antisdrucciolo e dovrà subire un trattamento antimacchia, le eventuali fessure venutesi a creare verranno saturate con un impatto a base di polvere derivante dal taglio delle lastre.

 

A parte la differenza lessicale e sostanziale tra piano segato e antisdrucciolo, basta camminare sulle vaste zone di muschio che si sono formate sulla pavimentazione per rendersi conto di quanto quel segato non sia “comunque antisdrucciolo” ma sia altamente scivoloso e pericoloso.

 

Per quanto riguarda poi il trattamento antimacchia, a parte la considerazione su cosa significhi evaporizzazione e dissoluzione in atmosfera, nel capitolato l’unica superficie per la quale è previsto il trattamento antimacchia è quella relativa ai mq. 515 che nel progetto è definita superficie bocciardata. Solo ora veniamo a conoscenza che bisogna procedere al trattamento antimacchia per i restanti 2725 mq. di pavimentazione. Per raggiungere quali obiettivi?

Perché non è stata preventivamente stabilita la spesa, dal momento che il prezzo non è compreso nel capitolato d’appalto e non è stato presentato un nuovo computo metrico all’atto delle opzioni operate da Luzardi? Chi pagherà questi maggiori costi?

Per quanto riguarda la saturazione delle fessure non entriamo nell’immaginario di come una polvere possa attaccarsi ad un corpo già polveroso per natura.

4) La scelta della pietra da posare ….. è stata fatta sulla base delle caratteristiche tecniche della pietra stessa , sulla base della certificazione CE, sulle caratteristiche estetiche, su un prodotto italiano come la pietra leccese e non su prodotti esteri che non garantivano una certificazione CE e tempi certi di consegna.

Veramente l’architetto Luzardi pensa di farci credere che la pietra Leccese e il Carparo, utilizzati nella posa dell’attuale pavimentazione del viale, per le loro caratteristiche tecniche possano essere idonei ad una riqualificazione urbana che si rispetti? Veramente pensa che un materiale poroso, friabile e soggetto agli agenti atmosferici e alle infiltrazioni di umidità del suolo sia la migliore soluzione per quello che lui definisce salotto?

Per le caratteristiche estetiche, niente da eccepire. La pavimentazione parla da sola con i suoi pessimi risultati (antiestetiche macchie nere, macchie diffuse di muschio, pietre lesionate e rotte al semplice calpestio delle persone), carparo che si sta sfaldando sotto l’azione degli agenti atmosferici.

Quanto poi alla favola della non garanzia dei prodotti esteri della certificazione CE e dei tempi certi di consegna è risaputo, e questo l’architetto Luzardi lo dovrebbe sapere assieme all’amministrazione Lomonaco, che per problemi ambientali, per qualità, per quantità certe, per economicità, tante grandi opere progettuali in Italia e all’estero vengono realizzate in maniera armonica, cromatica, quasi sempre con materiali che non provengono dalla stessa nazione e che hanno tutti i requisiti richiesti fino al paventato marchio CE.

5) La decisione del grado di finitura della superficie dei materiali spetta solo ed unicamente al progettista in coerenza con le proprie scelte estetiche, scelta progettuale che non ha comportato nessuna variazione di prezzo rispetto al quadro economico generale approvato dalla precedente Amministrazione comunale anche dal punto di vista paesaggistico ambientale.

Luzardi ben sa che le scelte progettuali, ivi compreso il grado di finitura della superficie dei materiali, vanno sempre condivise dall’Amministrazione comunale e l’ex amministrazione comunale ha condiviso quelle relative a una pavimentazione a spacco antisdrucciolo e bocciardata antisdrucciolo. Certamente non l’attuale pavimentazione messa in opera.

In merito a quanto affermato da Luzardi non risulta da nessun atto che non ci sia stata nessuna variazione di prezzo. Ne citiamo uno a mò di esempio: il fatto stesso che si deve procedere al trattamento antimacchia della pavimentazione costituisce una voce in più, non prevista in capitolato, e quindi un nuovo prezzo.

6) Durante i sopralluoghi effettuati in cantiere si è presa la decisione di non posare la pavimentazione in arenaria spessore 8(otto) cm. e, come si legge nell’ordine di servizio, “viste le caratteristiche tecniche del materiale della Pietra Leccese Paglierina, all’impresa viene ordinata la posa in opera di lastre di pietra  di spessore di cm 4, anche dove era previsto uno spessore di 8 cm”.

La pavimentazione messa in opera per il viale parla da sola e non si comprendono quali possano essere le caratteristiche tecniche della Pietra Leccese che abbiano indotto l’architetto Luzardi a tale modifica, visti i pessimi risultati sulla passeggiata pedonale.

Se la pavimentazione pedonale si sgretola al solo calpestio delle persone, come può sopportare il transito delle autovetture? Quale sia stato, poi, il risultato sulla variazione della finitura dei materiali è sotto gli occhi di tutti.

 

Nella sua nota del 27 maggio 2008 l’architetto Luzardi sostiene che la relazione di progetto (D11) e il computo metrico estimativo (D13) riportano la dicitura Pietra Arenaria di colore chiaro (beige) per la pavimentazione generale e Pietra Arenaria di colore giallo per i tappeti disseminati lungo il Viale ma omette di aggiungere superficie a spacco antisdrucciolo e superficie bocciardata antisdrucciolo.

Una omissione che, per il tipo di lavorazione della pietra, invece risulta fondamentale nella comprensione della tipologia di pietra arenaria che doveva essere utilizzata. Quando si parla di arenaria (la leccese conta per esempio diverse tipologie tra cui la cuccuzzara, tosta, bianca, dolce, saponara, gaginara e la niura) la stessa definizione è, di per sé, priva di significato, se non si tiene conto delle sue caratteristiche e non la si riempie di quei contenuti che gli provengono da un approfondito esame di laboratorio (a tal proposito vedi quanto riportato nell’art.64 del Capitolato Speciale di Appalto).

Bisogna tener conto, infatti, dei suoi componenti, in quanto la diversa presenza in percentuale di uno o dell’altro (dei componenti), rilevabile, appunto, in laboratorio, determina nella pietra sensibili variazioni nella tonalità di colore, nel grado di compattezza, di porosità, di resistenza a compressione, della granulometria e dell’omogeneità, ecc E queste caratteristiche fanno sì che la pietra può essere lavorata a spacco o a piano di sega.

 

Nel progetto approvato per la pavimentazione del Viale della Libertà è stata prevista una arenaria con superficie a spacco antisdrucciolo e una con superficie bocciardata antisdrucciolo. E’ stata fatta, per il tipo di lavorazione, una scelta specifica che indirizzava verso l’utilizzo di una pietra che avesse la caratteristica della durezza, della compattezza, delle resistenza alle azioni meccaniche, di adeguata antiscivolosità soprattutto in caso di superfici bagnate, di resistenza all’usura, della durabilità della pavimentazione. In commercio ci sono arenarie che rispondono a queste caratteristiche e che sono lavorabili a spacco. La pietra arenaria dura o originale è una pietra di origine sedimentaria, composta da granuli delle dimensioni di una sabbia. Tra i grani più resistenti all’abrasione ricordiamo il quarzo che proprio per la sua resistenza è uno dei costituenti più comuni di questa pietra, oltre all’ossido di ferro, silice, ossido di calcio, ossido di magnesio, ossido di allumino. Basti considerare i risultati della pavimentazione a spacco di Piazza Italia per rendersi conto del perché della scelta della precedente amministrazione in tale direzione

 

La pietra arenaria leccese, utilizzata per la pavimentazione del Viale, è risultata porosa, friabile, soggetta agli agenti atmosferici e alle infiltrazioni di umidità del suolo, poco resistente alla compressione. D’altro canto, per quanto si legge, all’esame petrografico risulta composta da un impasto granulare (microfossili, frammenti di fossili, intraclasti e pellets) inglobato nel cemento calcistico. Già questa sua composizione chimico-fisica in materia molto elementare definisce da sola, la propria qualità, che è risultata abbastanza scadente per l’uso in una pavimentazione esterna, quale il viale. Per non parlare del Carparo che è ancor più poroso e friabile della stessa Pietra Leccese.. Non è un caso che la pietra leccese è stata usata e viene ancora usata prevalentemente per le facciate esterne, per i monumenti, giardini e statue

 

La nostra cittadina non può essere mortificata da quanto posto in essere dall’architetto Luzardi e dall’Amministrazione Comunale a guida Lomonaco che, parrebbe aver condiviso le scelte, e da una ditta che, durante l’esecuzione dei lavori, ha posato pietre già lesionate, in alcuni casi spezzate tanto che già nel mese di luglio ha dovuto procedere alla sostituzione di tratti di pavimentazione.

La brutta copia di quello che doveva essere il salotto di Praia a Mare, il fiore all’occhiello della nostra cittadina, non può restare tale. La realtà è sotto gli occhi di tutti, tranne di chi non vuol vedere o fa finta di non vedere.

 

Alla luce di quanto sopra si chiede la realizzazione della pavimentazione nel rispetto dei grafici progettuali e dei relativi colori in essa rappresentati nella progettazione posta a base di gara.

 

Sindaco, Assessore ai Lavori Pubblici, Ingegnere Fontana, l’attuale pavimentazione deve essere smantellata ad esclusive spese di chiunque ne abbia responsabilità, atteso che l’architetto Luzardi, fra l’altro, afferma che "La scelta della pietra:....0missis E' STATA FATTA SULLE CARATTERISTICHE DELLA PIETRA E SULLA TEMPISTICA DI CONSEGNA DETTATE ANCHE DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE VISTO L'AVVICINARSI DEL PERIODO TURISTICO ESTIVO".

 

Cittadini, difendete un bene che è vostro e vi appartiene. Non potete accettare un’opera che offende la sensibilità di tutti, i cui costi gravano sull’intera collettività.

 

 

 

 

 
   
 
 

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