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Ultimo aggiornamento:

10/01/2010 22.12

 

 

 

       

                                                                                                                                                   

Cittadini,

l’analisi delle spese sostenute dall’amministrazione Lomonaco per le inutili e infruttuose feste di piazza, sagra della melanzana, sagra del peperone,  sagra del formaggio pecorino ecc., in una infinita festa paesana, tra tarallucci e vino, mentre ogni giorno la gente  affronta mille e mille difficoltà, non riuscendo a mettere insieme il pranzo con la cena, sono state sommate alle modeste spese sostenute per la cultura, per ottenere una percentuale unica di incidenza sul totale delle spese correnti.

Per dimostrare, così, che le misere spese per la cultura, sommate alle esose spese per la sagra della melanzana, costituiscono un valore unico da prendere come base per determinare la percentuale di incidenza sul totale delle spese correnti. Perché si sappia, di feste di piazza si tratta, di tric trac: il TURISMO E’ BEN’ALTRA COSA! E’una cosa seria! Che va saputo indirizzare e governare ricorrendo ad altri mezzi: altro che sagra della melanzana!

Ancora più grave è che sono stati presi in considerazione i pagamenti effettuati dimenticando – oppure astutamente tacendo- che i pagamenti non rappresentano la reale spesa sostenuta nell’anno considerato, ma possono essere riferite a più anni.

Chiunque conosca anche le più elementari regole di contabilità, sa bene che la spesa da prendere in considerazione è quella riferita agli impegni assunti nel corso dell’anno e non i pagamenti che, invece, possono riferirsi a più anni.

E, ancora, che cosa si vuole dimostrare con la percentuale di incidenza sulle spese correnti, sapendo bene che la spesa corrente cambia di anno in anno, passando da 4 milioni a 6  milioni di euro nel giro di 4 anni, rendendo assolutamente insignificante una percentuale che si basa su numeri che cambiano continuamente? 100 mila Euro sono il  2,5% di 4 milioni di Euro, ma diventano l’ 1,66% di 6 milioni di Euro. Cambia la percentuale ma i soldi spesi sono sempre 100 mila Euro.

La vera e seria analisi, deve essere effettuata sugli impegni di spesa, in valore assoluto e non in percentuale sulla spesa corrente che, come detto, subisce sbalzi notevoli, con incrementi anche superiori al 20%.

E l’analisi sugli impegni, distinguendo quelli per la cultura da quelli per le feste di piazze e la sagra della melanzana, dimostra esattamente quanto abbiamo già contestato: …… (sperpero, ecc…)

 

Anno

Spese per la cultura

Anno

Spese per le feste

 

Amministrazione Praticò

2001

106.995,00

2001

173.264,00

2002

127.210,00

2002

114.298,00

2003

87.187,00

2203

111.246,00

2004

253.231,00

2004

111.200,00

2005

50.488,00

2005

169.209,00

2006

42.564,00

2006

100.395,00

 

Amministrazione Lomonaco

2007

20.061,00

2007

189.600.,00

2008

45.330,00

2008

133.877,00

 

Questi sono i numeri, rilevati dai conti consuntivi del Comune. Le alchimie contabili lasciamole all’Assessore De Paola. Noi siamo seri. La povertà è una cosa seria!

Analizziamo con serietà l’andamento delle spese per la cultura sostenute dall’Amministrazione Praticò e confrontiamole con quelle sostenute dall’Amministrazione De Paola: un vero tracollo, uno scivolone verso il basso, verso la povertà culturale, un impoverimento che certamente Praia non merita.

Analizziamo, ancora, con altrettanta serietà, l’andamento delle spese per le feste di piazza – che l’amministrazione Lomonaco spaccia per interventi sul turismo: un vero schiaffo alla povertà, in un momento di crisi come questo, in cui la gente ha altro a cui pensare che alla sagra della melanzana!

E non tentiamo di camuffare i dati sommando cultura e tarantella napoletana. Non si può prendere in giro un’intera popolazione.

Ed è questo che contestiamo: in un momento di crisi generale, in cui la spesa per il personale aumenta e non si rispetta il patto di stabilità, con tutte le conseguenze che questo comporta, forse sarebbe il caso di intervenire concretamente in favore delle fasce più deboli.

Si potrà obiettare: ma anche prima si faceva la sagra della melanzana… ma erano altri tempi. Non c’era la spaventosa crisi che c’è da adesso. E come ogni buon padre, in tempi di crisi e ristrettezze, non si va in piazza a saltare di gioia in dispregio di ogni più elementare regola del vivere civile, fondata sulla comprensione e sulla solidarietà. Ma si tagliano le spese inutili e gli sprechi, e si dirottano le risorse disponibili, siano esse umane e finanziarie, ad alleviare le sofferenze di chi proprio non ce la fa più.

Praia a Mare 25/05/2009                                                                       I Consiglieri “Praia Città D’Europa

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