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Cittadini,
l’analisi delle spese sostenute
dall’amministrazione Lomonaco per le inutili e infruttuose feste di
piazza, sagra della melanzana, sagra del peperone, sagra del formaggio
pecorino ecc., in una infinita festa paesana, tra tarallucci e vino,
mentre ogni giorno la gente affronta mille e mille difficoltà, non
riuscendo a mettere insieme il pranzo con la cena, sono state sommate
alle modeste spese sostenute per la cultura, per ottenere una
percentuale unica di incidenza sul totale delle spese correnti.
Per dimostrare, così, che le misere spese
per la cultura, sommate alle esose spese per la sagra della melanzana,
costituiscono un valore unico da prendere come base per determinare la
percentuale di incidenza sul totale delle spese correnti. Perché si
sappia, di feste di piazza si tratta, di tric trac: il TURISMO E’
BEN’ALTRA COSA! E’una cosa seria! Che va saputo indirizzare e governare
ricorrendo ad altri mezzi: altro che sagra della melanzana!
Ancora più grave è che sono stati presi
in considerazione i pagamenti effettuati dimenticando – oppure
astutamente tacendo- che i pagamenti non rappresentano la reale spesa
sostenuta nell’anno considerato, ma possono essere riferite a più anni.
Chiunque conosca anche le più elementari
regole di contabilità, sa bene che la spesa da prendere in
considerazione è quella riferita agli impegni assunti nel corso
dell’anno e non i pagamenti che, invece, possono riferirsi a più anni.
E, ancora, che cosa si vuole dimostrare
con la percentuale di incidenza sulle spese correnti, sapendo bene che
la spesa corrente cambia di anno in anno, passando da 4 milioni a 6
milioni di euro nel giro di 4 anni, rendendo assolutamente
insignificante una percentuale che si basa su numeri che cambiano
continuamente? 100 mila Euro sono il 2,5% di 4 milioni di Euro, ma
diventano l’ 1,66% di 6 milioni di Euro. Cambia la percentuale ma i
soldi spesi sono sempre 100 mila Euro.
La vera e seria analisi, deve essere
effettuata sugli impegni di spesa, in valore assoluto e non in
percentuale sulla spesa corrente che, come detto, subisce sbalzi
notevoli, con incrementi anche superiori al 20%.
E l’analisi sugli impegni, distinguendo
quelli per la cultura da quelli per le feste di piazze e la sagra della
melanzana, dimostra esattamente quanto abbiamo già contestato: ……
(sperpero, ecc…)
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Anno |
Spese per la cultura |
Anno |
Spese per le feste |
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Amministrazione Praticò |
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2001 |
106.995,00 |
2001 |
173.264,00 |
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2002 |
127.210,00 |
2002 |
114.298,00 |
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2003 |
87.187,00 |
2203 |
111.246,00 |
|
2004 |
253.231,00 |
2004 |
111.200,00 |
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2005 |
50.488,00 |
2005 |
169.209,00 |
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2006 |
42.564,00 |
2006 |
100.395,00 |
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Amministrazione Lomonaco |
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2007 |
20.061,00 |
2007 |
189.600.,00 |
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2008 |
45.330,00 |
2008 |
133.877,00 |
Questi sono i numeri, rilevati dai conti
consuntivi del Comune. Le alchimie contabili lasciamole all’Assessore De
Paola. Noi siamo seri. La povertà è una cosa seria!
Analizziamo con serietà l’andamento delle
spese per la cultura sostenute dall’Amministrazione Praticò e
confrontiamole con quelle sostenute dall’Amministrazione De Paola: un
vero tracollo, uno scivolone verso il basso, verso la povertà culturale,
un impoverimento che certamente Praia non merita.
Analizziamo, ancora, con altrettanta
serietà, l’andamento delle spese per le feste di piazza – che
l’amministrazione Lomonaco spaccia per interventi sul turismo: un vero
schiaffo alla povertà, in un momento di crisi come questo, in cui la
gente ha altro a cui pensare che alla sagra della melanzana!
E non tentiamo di camuffare i dati
sommando cultura e tarantella napoletana. Non si può prendere in giro
un’intera popolazione.
Ed è questo che contestiamo: in un
momento di crisi generale, in cui la spesa per il personale aumenta e
non si rispetta il patto di stabilità, con tutte le conseguenze che
questo comporta, forse sarebbe il caso di intervenire concretamente in
favore delle fasce più deboli.
Si potrà obiettare: ma anche prima si
faceva la sagra della melanzana… ma erano altri tempi. Non c’era la
spaventosa crisi che c’è da adesso. E come ogni buon padre, in tempi di
crisi e ristrettezze, non si va in piazza a saltare di gioia in
dispregio di ogni più elementare regola del vivere civile, fondata sulla
comprensione e sulla solidarietà. Ma si tagliano le spese inutili e gli
sprechi, e si dirottano le risorse disponibili, siano esse umane e
finanziarie, ad alleviare le sofferenze di chi proprio non ce la
fa più.
Praia a Mare
25/05/2009
I Consiglieri “Praia Città D’Europa |